Sicilian memories from the early fifties (2)

Last week we published an excerpt from Bolle di memoria, memoirs of Ada Maria Pizzo Caponnetto, born in 1926, written as part of an autobiographical writing atelier organised by Le Stelle in Tasca, Sicily, Italy.

Next in turn is Angelo Rivoli, born in 1943, who partook in Thrinakìa 2a edizione 2014 – concorso internazionale di scritture autobiografiche, Ateliers dell’immaginario autobiografico, also organised by Le Stelle in Tasca. The text below is an excerpt from Angelo Rivoli’s memoir Il volo dei Gabbiani (The flight of the seagulls) and describes part of his childhood at age 11, reflecting on education and the relationship between parents and children.

Angelo Rivoli, Il volo dei gabbiani
Cover made by the author

Quella colonia estiva mi riportò alla mente un altro periodo trascorso in colonia, a Riposto, quando già avevo dieci anni. Avevo fatto il viaggio con un camion il cui autista lavorava per conto di mio padre, per il trasporto di materiali da costruzione; mia zia Adele era l’assistente sanitaria di quella colonia e mi accolse contenta, riservandomi un confortevole alloggio singolo e non in una grande camerata comune, come quasi tutti gli altri bambini; altri due ragazzi avevano ricevuto un trattamento simile, essendo rispettivamente figli della direttrice e della vicedirettrice. A pranzo e a cena ci sedevamo con loro e partecipavamo volentieri ai loro goliardici scherzi. Spesso, disordinatamente incolonnati in fila per due, ci recavamo a mare, a fare il bagno, a rinfrescarci dalla soffocante calura estiva; io lo vedevo per la prima volta e mi fece una notevole impressione ammirare quella immensa distesa azzurra che non finiva mai e che sembrava fare una specie di gomito, laggiù all’orizzonte lontano, per allacciarsi ad un cielo ancora più azzurro, col quale sembrava tutt’uno, quasi che qualcuno l’avesse rigirata come un’omelette dentro una grande padella infuocata. Ed era una sensazione davvero strana per me che il mare lo avrei dovuto conoscere bene, se è vero quello che mi diceva mio padre, che cioè io sarei nato dentro la pancia di un grosso pesce che lui aveva ucciso mentre faceva il bagno. Ma lasciamo perdere, a quei tempi si raccontavano tante favolette ai bambini, per non infrangere determinati tabù. La prima volta che feci il bagno, poiché vi erano anche altri bambini che non sapevano nuotare, fu assicurata una robusta corda ad un paletto conficcato sulla riva ghiaiosa e lanciata per alcuni metri dentro l’acqua; ci tenevamo tutti attaccati a quella fune salvatrice e restavamo immersi a bagnomaria, gli uni vicino agli altri, senza minimamente tentare di staccarci. Ma, la prima volta, poiché la riva era scoscesa e quindi presentava un forte pendio, io persi un po’ quella stabilità assicurataci dalla corda e, sebbene la tenessi sempre stretta, un leggero moto ondoso mi fece rotolare sul dorso e la mia testa si ritrovò sott’acqua, immersa in quell’acqua salata della quale ingurgitai alcune grosse sorsate, come se ne fossi stato avido e ghiotto; in realtà essa era spaventosamente disgustosa e mi sentii un po’ male, ma dopo qualche giorno ritornai più baldanzoso ad immergermi in quell’acqua ristoratrice, col caldo che faceva. Fu un bel periodo della mia vita, ero ragazzo e spensierato, e tutto andava per il meglio.

 

 


Why did we choose extracts from the first week of June 1950?

In May 1950, the then French Foreign Minister Robert Schuman made a programmatic statement concerning the pooling of French and German coal and steel production. The so-called Schuman Plan proved to be the most important basis for the process of European integration, which enables us today to quite naturally work together on a European level.