Sicilian memories from the early fifties

Below is an excerpt from Bolle di memoria, an autobiographical text collected and archived by Le Stelle in Tasca, Sicily, Italy.
The author is Ada Maria Pizzo Caponnetto, born in 1926 in Aci Castello (CT), now living in San Gregorio (CT), Italia. In her narrative, referring to the early 50s, Ada reflects on her experience as a young woman working on her future.

Ada Pizza Caponnetto, Bolle di memoria
The cover that the author made for her autobiographical writing project.

Arriva il 1952, la maturità e, contemporaneamente, il primo bando di concorso, postbellico, per accedere al primo anno ISEF. Frequenza a Roma e 50 posti per tutta l’Italia. Accantono l’Università perché l’idea di andare tre anni a Roma era meravigliosa. Mia madre: e chi ti mantiene? Io: non lo so. Intanto tento. Poi si vedrà. Attesa… ansia e arriva la bella notizia… Presentarsi ecc. … Ma arriva anche la dolorosa richiesta… in compagnia di versamenti e… via discorrendo. Ma, avendo un nume tutelare… lo zio Nino Garnaccia che si offrì di finanziarmi, pur essendo uno zio acquisito. Quello che adesso si chiama prestito d’onore. Ero alle stelle. Mi pareva di sognare e in più, dopo qualche mese, una sorella della nonna, cioè una prozia, pose una domanda diretta anzi direttissima, alla distratta ava: “Peppina? Ma ti piace che i tuoi figli aspettino, con ansia, la tua morte, per avere qualcosa lasciata da tuo marito? I nipoti sono grandi. Hai anche bisnipoti. Ada studia perché la mantiene tuo genero. Ma che te ne fai dei soldi? Al Camposanto non te li puoi portare. E allora?” Frase magica. L’immortale antenata, facendo gli scongiuri, si presentò in seduta plenaria e, magnanimamente, come se l’idea fosse stata sua, si separò di parte dei suoi redditi. Morì a circa cento anni. Io mi sdebitai subito e potei completare gli studi senza patemi.
E allora? Che vuol dire destino? Che tutto quello che avevo pensato, ideato e programmato sarebbe accaduto lo stesso? Non mi convince. Sono interrogativi, per me, senza risposta. Cito Eugenio Scalfari che non crede al destino bensì al caso. Se ho interpretato bene una sua intervista. Ma mi permetto, umilmente, di osservare… Ma io, fra destino e caso, che ci sto a fare? Non sono una grande pensatrice e nemmeno piccola. La responsabilità, di genere femminile in grammatica, di pensare è, in realtà, rappresentata in marmo, in bronzo o in un quadro, dal mezzo busto di un uomo e da una mano che regge un capo lievemente reclinato e grondante sapere. Un’idea, lapalissiana, mi frulla “Chi nasce bello, ricco e… udite… udite, anche intelligente e, aggiungiamo in un ambiente culturalmente elevato e privilegiato ho, la vaga sensazione, che abbia maggiori probabilità di trascorrere una vita migliore nei confronti di chi nasce povero in canna. E allora? Che facciamo? In una situazione intermedia, suggerisco di regolarsi congenialmente. Bontà o cattiveria… altruismo o egoismo… riso o pianto… ragione o depressione… arrendersi o lottare. Suggerisco un misto equilibrato e senza eccessi. Da sempre avevo deciso di fare l’insegnante. Un’alunna non studiosa, indisciplinata e, in un certo senso, contestatrice ante litteram, vedeva il suo futuro nel mondo della scuola. LA domanda è. Chi lo aveva deciso?

Ref.: Laboratorio cittadino di scritture autobiografiche – Edizione 2015, Ateliers dell’immaginario autobiografico – OdV Le Stelle in Tasca.

Please note:

Do come back in a few days for another excerpt from the same autobiographical writing project, written by Angelo Rivoli, born in 1943, remembering his thoughts about life when he was a young boy.

 

 


Why did we choose extracts from the first week of June 1950?

In May 1950, the then French Foreign Minister Robert Schuman made a programmatic statement concerning the pooling of French and German coal and steel production. The so-called Schuman Plan proved to be the most important basis for the process of European integration, which enables us today to quite naturally work together on a European level.